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  • michele soranzo

Fare e-commerce in Cina: cross-border o Cina-Cina?

Updated: 2 days ago

Per vendere online in Cina hai due modi: con la merce spedita dall’estero al cliente finale, oppure con la spedizione della merce da magazzino cinese al cliente finale.


Il primo caso si chiama cross-border. Nel cross border non serve aprire una societa’ in Cina ne’ avere un ufficio. Si fa tutto dall’estero, in Cina si pagano le tasse doganali che vengono incluse nel prezzo di vendita, la piattaforma che ospita l’e-shop e riceve i pagamenti invia ogni mese il resoconto dei profitti al netto dei relativi costi e la somma al conto che hai indicato.



Nelle vendite Cina-Cina, quindi con la merce gia’ importata, sdoganata e in magazzino, e’ necessario avere una societa’ registrata in Cina, cosa facile da fare anche per chi cinese non e’: basta aprire una WFOE, societa’ a capitale interamente straniero, puo’ farlo una societa’ estera cosi’ come una persona fisica, sempre di nazionalita’ straniera (serve un passaporto o visura camerale, qui il link per maggiori informazioni).


Detto cosi’ uno penserebbe di fare in cross-border. Perche’ mai impelagarsi ad aprire una societa’ in Cina con tutti i relativi costi?


Ci sono delle considerazioni da fare naturalmente, ci sono dei prodotti che conviene vendere in cross-border, altri invece no.


Il cross border ha tempi piu’ lunghi di consegna e dei rischi anche per chi acquista. Ad esempio se prendo una cintura di Armani e quando la ricevo non la voglio piu’, devo pagare io le tasse doganali. Dovrei avere dei motivi validi per rifiutare la merce, ad esempio per un difetto di qualita’ o una discrepanza nelle misure, in questo caso posso restituire la merce (i resi vanno mandati a un indirizzo in Cina, non all’estero) senza penalita’.


Di solito la merce in cross-border e’ piu’ cara rispetto all’omologo in Cina, quindi perche’ uno dovrebbe comprare dall’estero ?


Perche’ in Cina hanno il terrore della merce made-in-china piu’ di quanto ne abbiamo noi in Europa e chi cerca la qualita’ senza ombra di dubbio acquista all’estero (o almeno cosi’ si sente piu’ sicuro).


La merce spedita dall’estero ha un’aurea di originalita’ difficile da comprendere per noi occidentali che abbiamo superato l’idea di confine e produzione locale. In Cina invece e’ ancora forte la credibilita’ di un marchio straniero, soprattutto se acquistato dall’estero. Molti marchi stranieri producono in Cina per il mercato locale. Anche se sulla carta il prodotto e’ uguale, per i cinesi non lo e’. Quello fatto all’estero resta migliore. Vale per i prodotti per animali domestici per esempio. Una fascia anche ampia di benestanti ed esigenti proprietari di cani di razza compra in cross-border per i propri animali, e non solo il cibo.


Una Mercedes si puo’ acquistare anche fabbricata in Cina ed e’ sempre una Mercedes, ma chi puo’ permetterselo la acquista importata. Anche qui: e’ davvero la stessa? Secondo i cinesi no...


Anche la cosmetica va forte in cross-border: essendo un prodotto di bellezza e cura del corpo meglio andare sul sicuro e prenderla fuori frontiera.


Quali prodotti allora serve invece vendere in-border ?


Quei prodotti per cui non c’e’ una aspettativa imprescindibile di originalita’, per cui un prodotto straniero va bene anche se acquistato in Cina.


Ad esempio alimentari, prodotti per pulizia, prodotti per animali domestici, tutto quello che in poche parole non e’ ne’ fashion ne’ riguarda la cura della persona.


Barilla vende con un proprio flagship store nell’e-commerce cinese, ma anche altri negozi online e offline vendono prodotti Barilla. Qualcuno potrebbe vendere Barilla contraffatta usando la stessa confezione e tanti non se ne accorgerebbero nemmeno. Pero’ su questo non c’e’ una attenzione cosi’ come per il fashion, evidentemente la percezione di rischio e’ diversa.


Vini : anche qui c’e’ chi li vende in cross-border e chi gia' sdoganati. Noi per esempio per un nostro cliente abbiamo scelto la seconda opzione. Per alimentari e vini il cross-border viene effettuato con un magazzino in un porto franco in Cina. Ci sono diverse zone in Cina che sono esentasse, la merce viene inviata in container ma non sdoganata, viene messa in un magazzino all’interno di una free trade zone e lasciata in gestione a uno spedizioniere interno autorizzato. Questo vuol dire che tu non hai accesso all’area e lo spedizioniere si occupa di evadere gli ordini, spedirli e confezionarli. Chiaramente ha un costo sia di magazzino che operativo. Questo perche’ nessuno comprerebbe alimentari spediti dall’estero volta per volta, primo per i tempi e poi per i costi di spedizione. Puo’ essere piu’ appropriato vendere quindi vini e alimentari di una certa qualita’ e prezzo dando maggiore garanzia al consumatore cinese.


Anche qui devo dire che non c’e’ una linea di confine netta tra quali prodotti vendere in cross-border e quali Cina-Cina, e’ da considerare caso per caso. Se vuoi approfondire contattami pure per parlarne, senza impegno.


Michele Soranzo

E-Cina/Mandarina Servizi



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