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  • michele soranzo

E-commerce in Cina, come sta cambiando: nuovi modelli e opportunita' per le aziende italiane.

Vendere online in Cina vuol dire anche essere aggiornati sulle continue novita' di un ecommerce in costante evoluzione.


Nell'ecommerce cinese, l'apparizione di app innovative, assieme a nuove modalita' di acquisto, pagamento e condivisione sono una costante che lo rendono piu' complesso e ricco rispetto agli ecommerce di altri paesi.


Uno degli esempi e' il sito internet, quasi scomparso nelll'ecommerce cinese. Oltre il 92% degli utenti acquista infatti su app da smartphone. Chi avesse idea di aprire un proprio sito per vendere online in Cina cadrebbe invitabilmente in una terra di nessuno senza possibilita' di successo.


La continua trasformazione sta toccando anche i capisaldi dell'ecommerce cinese, quei marketplace che da venti anni dominano la scena. Per questo e' necessario anche aggiornare l'idea di aprire un e-shop in una piattaforma online: e' sempre una strada valida ma vanno considerate anche altre opzioni adesso.


Il modello tradizionale della piattaforma ecommerce in Cina si sta evolvendo infatti in formati piu' agili e snelli che, con una scelto di prodotti meno generalista, offrono al cliente una selezione curata di prodotti selezionati in base al tipo di clientela cui si rivolgono.


Non piu' quindi obiettivi di mercato di massa ma fasce di consumatori ben definite in base a gusto, stile di vita e, non per ultima, disponibilita' econimica. In cambio, il nuovo modello garantisce al suo cliente qualita', originalita' e soprattutto un notevole risparmio di tempo e fastidi rispetto a una piattaforma generalista.


Il consumatore cinese e' infatti sempre meno disposto a perdere ore tra una miriade di offerte, con il dubbio comunque di aver fatto un acquisto non ottimale. In piu' e' alla ricerca di distinzione e aggregazione in format di ecommerce riconoscibili.


L'evoluzione e' iniziata dal settore articoli di lusso. Fino a poco tempo fa chi voleva acquistare online un prodotto di marca visionava decine e decine di e-shop nel marketplace, ognuno con i propri prodotti, customer service e design.


Un dispendio di energie e tempo considerevole, dovendosi fidare del rivenditore che, per quanto abbia gia' le garanzie del marketplace, non puo' essere controllato in maniera assoluta dalla piattaforma.


Con il nuovo modello, e' il marketplace stesso che vende mettendo in opera personalmente tutte le garanzie di qualita' e originalita'. Il cliente non acquista cosi' da un rivenditore ma direttamente dal marketplace che ovviamente ha lavorato incessantemente sulla propria immagine di affidabilita'.


Il nuovo tipo di marketplace non acquista la merce dai venditori ma permette loro di venderla al suo interno senza tuttavia aprire un e-shop.


Se il cliente si fidelizzava prima al marketplace e poi al negozio, ora ha a che fare direttamente con il marketplace che e' responsabile unico del prodotto offerto.


Un esempio di questo nuovo tipo di marketplace e' DEWU. A differenza dei tradizionali Taobao, Tmall, Jd, Dewu non ha sito e app ma solo app.


Dewu e' nato nel 2015 e da allora e' cresciuto costantemente fino a diventare dal 2020 un caposaldo per chi voglia acquistare prodotti di lusso e sta sottraendo grosse fette di mercato a Tmall.com, per esempio.


Come funziona Dewu? Puo' sembrare un club ma e' aperto a chiunque voglia acquistare, con la differenza che il cliente non trova al suo interno negozi ma solo prodotti, non ripetuti.


Se ad esempio in Tmall, Jd o Taobao posso trovare la stessa referenza di borsa Armani ripetuta diverse volte dai venditori nei loro e-shop, con foto diverse, prezzi diversi e commenti diversi, in Dewu trovano per la stessa borsa Armani una sola referenza dietro alla quale ci sono disponibilita' da vari venditori che il compratore non vede.


Sostanzialmente funziona come un'asta non tra compratori ma tra venditori. Si gioca col prezzo di continuo. Questo non vuol dire che i prezzi siano stracciati, anzi sono piu' alti di quelli della stessa referenza in Tmall, per esempio perche' nessuno dei venditori vuole perderci, ovviamente.


Allora perche' la gente compra su Dewu che e' piu' caro e non da un'altra piattaforma dove lo stesso articolo e' meno caro? Per lo stesso motivo per cui altri comprano dai negozi pur essendo piu' cari dell'online: affidabilita', meno stress per gli acquisti, garanzia di originalita' e soprattutto la velocita' di consegna.


I beni di lusso sono normalmente venduti su Tmall e Jd in cross border, da negozi che sono ufficiali oppure rivenditori. La spedizione viene fatta dall'estero, il che significa ricevere l'ordine dopo una decina di giorni circa. Nel caso di difetti o misure sbagliate, va effettuato il reso, una vera seccatura per il cliente finale.


Dewu invece accontenta una fascia medio alta di consumatori che non cerca per forza il prezzo piu' basso. Sa che e' merce non solo e' originale verificata da Dewu ma anche che non presenta alcun difetto anche minimo, come puo' succedere comprando da altri e-shop. Inoltre, la merce e' spedita dal magazzino Dewu a Shanghai oppure dal venditore che comunque e' in Cina, con consegna molto piu' rapida che un cross-border.


Dewu ha attirato un gran numero di consumatori di questa fascia specialmente di eta' tra 18 e 35 anni, per i quali Tmall o JD sono piattaforme datate.


Anche Xiaomi e' andata in questa direzione. Xiaomi e' nato come marchio di smartphone una

decina di anni fa e si e' evoluto come produttore o distributore di prodotti di elettronica selezionati.


Nella sua app (MiHome) vende non solo prodotti elettronici ma anche di uso quotidiano, per la casa, abbigliamento, scarpe etc. La maggior parte non e' a marchio Xiaomi ma e' garantita da Xiaomi e prodotta secondo uno stile del marchio.


Anche se non si tratta di prodotti di lusso, attira una ampia fascia di consumatori, tra cui il sottoscritto, con prodotti di buon design, economici e, anche nel caso di abbigliamento, di buono stile e fattura, oltre che di prezzo concorrenziale. Quando uno e' fidelizzato ad acquistare su MiHome, non va a cercare un prezzo piu' basso altrove, sa che il prezzo e' gia' buono, in piu' qualita' e servizio sono gia' noti.


I vantaggi per il venditore, anche straniero: in questo nuovo modello di ecommerce esso diventa fornitore senza obbligo contrattuale, vende quando mette la disponibilita'. Significa un notevole risparmio di costi rispetto a un marketplace tradizionale come Tmall o Jd: niente spese di TP (gestione locale), di customer service, di marketing, di spese tecniche, etc. Basta avere una ridotta organizzazione sul posto da coprire le 24h senza altro lavoro che l'aggiustamento dei prezzi e il controllo del mercato nella piattaforma.


In piu', se il venditore e' anche esclusivista in Cina di un marchio puo' controllare i propri prezzi al 100%, non avendo altri autorizzati a vendere gli stessi articoli in Cina.


Michele Soranzo E-Cina



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