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"Vendere in Cina oggi": Strategia digitale e ecommerce in Cina, relatore Michele Soranzo di E-Cina.

Updated: Nov 8

Al Webinar del 3/11/2021 promosso dalla Banca Popolare di Sondrio l'intervento di Michele Soranzo, direttore E-Cina sul tema della visibilita' critica delle aziende straniere nel web cinese e sulle opportunita' offerte dall'ecommerce per entrare nel mercato.


L'ecommerce cinese vale da solo il 52% dell'ecommerce mondiale. Ancora, il volume di transazioni e' oltre 3 volte quello degli Stati Uniti e supera quello di 10 dei maggiori ecommerce mondiali messi insieme.


Nel 2022 superera' la soglia del 50% del totale delle vendite al dettaglio nel Paese.


Non e' una nuova frontiera ma piuttosto una migrazione di una intera popolazione di oltre un miliardo di persone dal brick and mortar all'online: negli acquisti cosi' come nei servizi e nelle operazioni di ogni giorno, dai corsi alla ristorazione.


Per le aziende straniere e' fondamentale avvicinarsi alla realta' digitale cinese perche' questo fa la differenza tra essere e non essere in questo mercato.


La competizione, prima che con con le aziende cinesi, e' proprio con quelle straniere che hanno gia' attivato o stanno implementando una strategia digitale in Cina.


E' fondamentale capire bene una cosa: l'internet cinese e' diverso da quello occidentale. Le piattaforme, i social, i browser che usiamo ogni giorno anche nella promozione della propria azienda, in Cina sono vietate, quindi non utilizzate.


Gli utenti cinesi usano applicazioni domestiche piu' adatte alla cultura locale, anche piu' sviluppate e funzionali delle controparti straniere. Anche se i blocchi sparissero, i cinesi non utilizzerebbero comunque Facebook, Twitter e via dicendo perche' il dislivello con gli omologhi cinesi e' troppo ampio ormai.


Essere quindi nei primi risultati di ricerca in Google o avere account ben curati in Twitter, Facebook, Youtube etc non serve a niente in Cina dove si parte da zero.


I blocchi internet al traffico dati dall'estero impatta anche seriamente sui siti aziendali fuori dalla Cina. Pur non subendo censure dirette, i siti web risentono dell'effetto a imbuto sul traffico restando pagina bianca o nel migliore dei casi richiedendo diversi minuti per aprirsi.


I siti internet in Cina sono comunque obsoleti cosi' come i biglietti da visita. Il 90% dei professionisti cinesi usa Wechat per lavoro, che assorbe da solo il 34% del traffico internet in Cina ed e' usato in media per 82 minuti al giorno da 1.2 miliardi di cinesi.


Essere in Wechat con un proprio account aziendale e' la chiave giusta per il B2B e anche per promuoversi al cliente finale.


Gli imprenditori cinesi si aspettano di scannerizzare il QR Code Wechat dell'azienda straniera con cui entrano in contatto, dove vedono in un baleno ogni sua informazione e prodotto, non certo di ricevere un biglietto da visita con un sito che non si apre in Cina!


L'ecommerce e' la via per vendere al cliente finale cinese senza intermediari e col pieno controllo delle proprie attivita'.


Vendite in cross-border (direttamente dall'estero) oppure con merce spedita da magazzino in Cina, sono le possibilita' offerte dall'ecommerce cinese alle aziende straniere.


Con le restrizioni a viaggi e fiere dall'inizio della pandemia del Covid-19 l'attenzione degli imprenditori cinesi si e' rivolta ancor di piu' all'ecommerce per trovare prodotti e marchi con cui avviare proficue collaborazioni. Gli importatori sono solo una piccola parte del gigantesco mercato cinese, la maggior parte sono trader locali che commercia prodotti gia' presenti in Cina, anche stranieri.


Fiera e Ecommerce non sono rivali ma coesistono come si vede dal numero di aziende che partecipano a fiere in Cina e che hanno un ecommerce proprio.


Ma se andiamo a vedere l'esposizione della fiera e' di soli 3 giorni l'anno, quindi per oltre il 99% del tempo non si e' presenti in Cina. L'ecommerce offre invece una esposizione del 100% ogni giorno, 7d/24h, e contatti in cinese grazie al customer service che ogni ecommerce deve avere.


"Non sono una grande azienda per fare ecommerce": e' una frase che si sente dire, in realta' la maggioranza di aziende cinesi e straniere che fanno ecommerce in Cina sono medio-piccole. L'investimento richiesto iniziale e' di base quello che si farebbe per una fiera, con la differenza di cui parlavo sopra.


Dove iniziare? Non serve essere grandi aziende e non serve avere una propria struttura in Cina. Tuttavia non c'e' spazo per il fai da te: i marketplace sono in lingua cinese. Ma non e' solo una questione di lingua: servono professionisti per la gestione di un ecommerce in Cina e per raggiungere i risultati preposti.


L'ecosistema internet cinese ha una grande offerta di agenzie che fanno proprio questo: aprono e-shop e li gestiscono per conto dei propri clienti.


Facile? Non proprio, il progetto va studiato bene prima di iniziare e vanno messe in campo le dinamiche giuste, soprattutto va scelto il gestore in loco che offra le qualifiche e professionalita' richieste.


Non e' una passeggiata ma il mercato cinese online e offline e' troppo grande per non essere considerato, soprattutto ora che la tecnologia permette di arrivarci direttamente.


Scarica il pdf dell'intervento di Michele Soranzo al Webinar della Banca Popolare di Sondrio


Webinar BPS Ecommerce in Cina
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Michele Soranzo E-Cina

ecommerce - cina
Michele Soranzo, E-Cina



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